Praga

SCOPRIRE PRAGA: TESORO DELLA BOEMIA

C’è una mezza verità per la quale a Praga la birra costa meno dell’acqua. Il che è vero. Grosso modo ho viaggiato in Repubblica Ceca solo per verificarlo. Circa un euro e cinquanta per mezzo litro di chiara, è un fottuto inganno per il fegato. Ho messo su un po’ di pancia, ahimè.


Praga sta a due passi e mezzo. Dura meno il viaggio in aereo da Bergamo – 55 minuti -, che il tratto autostradale tra l’aeroporto di Orio al Serio e Verona. O forse era solo il pilota che c’aveva fretta di tornare a casa dalla moglie. Il tempo del decollo, una capatina indolore al bagno, due chiacchiere con la hostess cercando di convincerla a versarti del gin lemon gratuitamente, e già stai a Ruzyně. Non c’è molta differenza fra il taxi o il noleggio di uno shuttle, per arrivare fino in città. Entrambi accettano gli euro, e stiamo sui 25/30. In Repubblica Ceca possiedono una propria corona, e il cambio attualmente è 1 a 24kr. In alternativa c’è il mai domo trenino, gratuito con la Praga Card, che consiglio vivamente. Per i dettagli CLICCA QUI. Schematicamente, la Praga Card concede la possibilità di usufruire gratuitamente di tutti i mezzi pubblici, nonché dell’ingresso omaggio nella Cattedrale di Praga, nel Vicolo d’oro o ancora l’intero complesso del Museo Ebraico, eccezione fatta per la Nuova Vecchia Sinagoga.


Praga è un gioiello. E’ una delle poche città europee ad aver conservato la sua tradizione, senza ingannevoli stravolgimento o riqualificazioni mancanti di una considerevole logica.

La Praga metropolitana, infatti, se ne sta – quieta – lontana, come se non volesse interferire con la polvere posata sui veli della Città antica.

IL QUARTIERE EBRAICO

Il quartiere ebraico riserva un percorso che impegna una mattinata tra la sinagoga spagnola e il cimitero, nonché una serie di altri luoghi di culto di secondo piano e francamente turistici. Ci sono circa 50mila corpi umani sepolti in uno spazio grande quanto un campo da calcio, forse. C’è un senso di soffocamento che raramente ho provato prima.

PragaGli ebrei di Praga godevano solo di quest’area, e quest’area doveva bastargli. Sicché non c’era logica. E’ un cimitero che è diventato fossa comune. Qui, inoltre, giace anche la salma del rabbino Löw, una sorta di matto che si proclamava mago creatore dei golem. Ma come tutti i grandi maghi, anche il rabbino Löw perse la facoltà di controllarlo, e il golem distrusse mezza Praga. E come solo i grandi maghi sanno fare, il rabbino Löw riprese le redini del comando, e nascose il cuore del gigante nella soffitta della Nuova Vecchia Sinagoga. Ovviamente, non andateci. Attrazione più turistica di questa raramente l’ho vista. Il cimitero ad ogni modo, è preceduto dalla sinagoga Pinkas, la quale, rispetto a tutte le altre, richiede la kippah. Solo che senza un fermaglio, è una condanna. Vola via. Non sta in testa. ‘Manco se preghi. Il che è comico, ma giuro che ci ho provato, miseramente fallendo. Suggerimento mio: acquistate i biglietti per il museo ebraico alla sinagoga spagnola (gratuito se in possesso della Praga Card): in questo modo, infatti, eviterete le lunghe code presso la sinagoga Pinkas.

 

 

IL QUARTIERE DI MALA’ STRANA

Come tutte le città nordiche, anche a Praga il risveglio mattutino è pigro. Uscite di casa presto, per le 8. Attraversate il ponte San Carlo e passeggiate per Malà Strana, che letteralmente vorrebbe dire “Piccolo quartiere“. In realtà, più che un quartiere, Malà Strana è una città nella città, ambigua, evasiva, incerta rispetto a quella Praga aldilà del ponte San Carlo. Ha attraversato i secoli intatta, rimanendo pressoché identica a quella ricostruita dopo l’incendio del 1541

PragaQui ci vivono tutti quegli artisti senza un soldo bucato che trovate sul ponte San Carlo e che, come a battere il martello rovente sul chiodo caldo, concorrono a donare quel vento bohémien a Praga. Amo Praga per questo suo aspetto. È un remissivo declino dell’Ottocento. Ma in Malà Strana risiedono anche diverse ambasciate, come quella rumena, sita al numero 5, o quella italiana, al numero 20; in un miscuglio non ben distinto fra maestri d’arte e uomini d’affari. Per chi, come me, adora le storie sui fantasmi, al numero 44 si scorgono delle aquile nere che raccontano dello spirito di un’anziana signora che dopo la sua morte non se ne vuole più andare. Praga, in realtà, è sommersa da storie del genere. Organizzano anche un tour sugli spettri che infestano la città. Se non fosse un’attività maledettamente turistica e mangiasoldi, starei in prima fila. Una volta però in un’altra città l’ho fatto. Il tour dei fantasmi, dico.

 

HRACDANY E IL VICOLO D’ORO

Percorrendo la Via Nerudova, si giunge fino al Castello, nell’area Hradcany. Ci sarà una lunga fila per entrare nella zona, ma non disperate, in una decina di minuti sarete dentro, previo passaggio sotto il metal detector. Ogni due ore c’è anche il cambio della guardia, ma è assai più triste di quello londinese. E ce ne vuole, per Dio. Due slavi hanno provato a fare gli italiani, saltando tutta la la coda e inserendosi a ridosso del cancello d’entrata. La coda era composta per un buon 60% da italiani. Vojo dì, hanno cercato di rubare agli italiani, cosa che dovrebbe essere vietata per una regola non scritta di buon costume.

Praga

Sempre con la Praga Card, saranno gratuiti i biglietti per l’immenso Duomo di Praga – al cui interno probabilmente non c’è tanta sfarzosità quanto all’esterno, ma più una meravigliosa cura delle vetrate e il gioco dei colori -, la sala reale, la Basilica e il Vicolo d’oro. Oggi il Vicolo d’oro è preda di quei dannati, inutili negozi di souvenir che dovrebbero bruciare tutti. Sono stati capaci di trasformare la casa di Kafka, al numero 22, in un esercizio commerciale adibito alla vendita di mappe della città. In Italia non saremmo riusciti a fare di peggio. Però la via conserva come animali imbalsamati il suo indubbio fascino, perlomeno all’esterno. Sembrano le casette della Lego. In queste abitazione per nani – accartocciate l’una sull’altra, con il tetto ad un metro e novanta di altezza e dieci metri quadri di spazio, compreso il bagno – l’allora imperatore Rodolfo, chiamò a sé i migliori alchimisti del paese per ricercare la formula della pietra filosofale. Un piccolo Voldemort assetato di vita eterna che morì di depressione e schizofrenia. La Rowling dovrebbe essere denunciata per plagio, maledetta.


Fate colazione almeno una volta in uno dei Café antichi. Certo, si sono livellati al contemporaneo turismo sciacqua soldi, ma qua e là, hanno conservato l’odore novecentesco da grandi feste, un po’ come nei romanzi del vecchio Francis Scott. Personalmente consiglio il Grand Café Orient, a tema cubista, e il Café Louvre, entrambi fondati a ridosso del 1920. Kafka qui ci passava le notti – più che le mattine -. Ho scoperto che il vecchio Franz era un ninfomane, incessante donnaiolo connotato dalla paura del fallimento. O della prestazione, il succo è quello. Siccome poi Kafka era una persona perbene, lo chiamava disordine ipersessuale. Più o meno faceva a gara con il Vate.

A Praga credo che sia d’obbligo soffermarsi a bere un caffè o a mangiare una fetta di torta in uno di quei circoli letterali bohémien e demodè, tetri e gli scaffali impolverati, la fodera delle poltrone che odora di un centinaio d’anni. Respiri la cenere delle copertine di libri che mai nessuno ha letto. Al Café No.5 il proprietario sceglie a suo gusto musica jazz, o in alternativa suona il piano. E’un locale che conta cinque tavolini. Roba che ti innamori a prima vista. Praga è romantica. In alternativa, consiglio il Bella Vida Café, appoggiato sul ciglio della Moldava. Delle volte, la cucina non è tutto, dando spazio, invece, all’atmosfera.

I RISTORANTI: U KROKA E V KOLKOVNE

Quanto alla cena, la cucina praghese non sta in cima alle classifiche mondali di nouvelle cousine. Prevalentemente ci si sazia con la carne cotta lentamente, tant’è che tra il momento dell’ordinazione e quello dei piatti in tavola possono passare anche una ventina di minuti abbondante. E’ come un parto. Tu bevi. Bevi. Bevi. E la cena non arriva mai. Bevi intanto. Il fegato muore, perché la birra ad un euro e cinquanta ti fa sembrare miliardario. Tra quelli provati, suggerisco U Kroka e soprattutto V Kolkovne, situato nel quartiere ebraico. Sono stato in Alto Adige, a Monaco di Baviera, Berlino, Vienna, ma mai ho provato un gulasch come quello che preparano al V Kolkovne. Ordinate lo Spicy gulasch, e potete accasciarvi serenamente in pace sulla sedia in legno. Gonfi. Morenti. Soddisfatti.


 

SKolliakos

Mi chiamo Sebastian Kolliakos, ho 23 anni e studio Giurisprudenza, facendo la spola tra Verona e Trento. Sono sempre alla ricerca di un viaggio, meno degli aerei da prendere, di cui ho la fobia. Parto da solo, in coppia, in gruppo. Non importa. Mi è sufficiente partire. E sono sempre alla ricerca di nuovi compagni di viaggio!

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