Assisi

COSA VEDERE IN UMBRIA: 3 GIORNI TRA ASSISI, PERUGIA E GUBBIO

Vi siete mai chiesti che cosa vedere in Umbria? Io avevo questo fissa. Così, invece che la solita Toscana, ho scelto di trascorrere un weekend fra Assisi, Perugia e Gubbio. Considerando che ho un auto a benzina, mi sono tagliato le vene una volta tornato a casa, Verona. Tant’è. Ad ogni modo, percorrere la E35 forse non è come la Route 66. Cioè non c’azzecca proprio nulla. Non ha il suo fascino, né il deserto, né qualsiasi altro granulo di asfalto. Eppure la E35, ve lo giuro, è una delle strade italiane su cui mi sono sentito veramente felice di essere in Italia. Anche perché io non so se la Route 66 sia in grado di offrire dei krapfen tossici di almeno un paio di giorni che hanno talmente tanta crema da riuscire a renderti soddisfatto dei sei euro pagati all’Autogrill

Assisi è un piccolo gioiello che – stranamente – ancora non è stato toccato dalla decadenza tipicamente italiana. Roma è una ferita aperta per me. Ogni volta che ci torno, mi piange il cuore per come è ridotta. Ma non è questo il punto. 

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LA BASILICA DI SAN FRANCESCO 

Raramente ho visto opere religiose così affascinanti. La Basilica si divide in due aree, ovvero la Basilica superiore e quella inferiore, entrambe interamente affrescate. Non c’è una pietra libera, un massetto che non sia dipinto. Voglio dire, il lavoro che ci sta dietro ti fa sentire come piccolo piccolo. Non capita spesso che rimanga con la bocca spalancata davanti alle opere dell’uomo – questo mi succede di più con i panorami naturali -. Quasi sono diventato uomo fedele di Dio. Quasi, appunto. 

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LA PINACOTECA E IL TEMPIO DI MINERVA 

Di solito le guide spingono per la visita della Pinacoteca Comunale, che ora si trova in Via Francesco d’Assisi 12 e non più in Piazza del Comune. Sinceramente non l’ho trovata poi così essenziale e, anzi, non è un museo che mi sento di consigliare. Ha una biblioteca giuridica – e ancora non ho ben capito il perché – straordinaria, con compendi e commentari degli anni venti del secolo scorso. Da buon giurista quale sono, io ci ho perso la testa. Me li sarei portati a casa tutti. Ma oltre a questo, la visita si conclude molto in fretta. 

Il tempio di Minerva, invece, si trova in piena Piazza del Comune ed è così strano vederlo. Voglio dire, è un tempio di epoca romana e poco c’azzecca con lo stile architettonico di una città comunale e duecentesca. A primo impatto sembra quasi un tempio buttato lì a casaccio. E in realtà, spezza un po’ l’aria da borghetto del paese e questo non è necessariamente un qualcosa di negativo. Forse dà un po’ di respiro. Ciò detto, l’interno ve lo consiglio caldamente. Veramente bello. 

 

LA ROCCA MAGGIORE

Dalla piazza centrale, prendete via S.Rufino, per poi girare a sinistra, entrando in via Porta Perlici come da immagine copertina dell’articolo. Da qui, imboccate vicolo San Lorenzo che vi porterà dritto per dritto alla Rocca Maggiore, ovvero un castello medievale in ottimo stato di conservazione. In realtà, più che il castello merita il panorama che il colle offre. Prima Assisi e poi, subito dopo, allungando un po’ lo sguardo Santa Maria degli Angeli e il resto della vallata. E’ una meraviglia, dico davvero. La commessa alla Pinacoteca ce l’aveva descritta come la salita della vita, una fatica immane. Va bene che sono secco e rachitico, ma vi assicuro che non è nulla di granché impegnativo. Voglio dire, sono ancora vivo.

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COSA VEDERE IN UMBRIA: GUBBIO

Il “Cosa vedere in Umbria” prosegue per Gubbio. All’inizio ero indeciso fra la stessa Gubbio e Spoleto come terza ed ultima città da visitare. Dopo esserci stato, avrei volentieri cambiato Perugia con Spoleto. Capita di viaggiare, visitare e vedere e non rimanere soddisfatti. Non è sempre tutto figo e foto per instagram, tutt’altro. E questo mi è successo per Perugia, ad esempio. O anche per Aalborg, città dalla quale non vedevo l’ora di fuggire. 

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PERDERSI A GUBBIO

Gubbio non è come Assisi. Voglio dire, questo borghetto non ha quelle due o tre attrazioni che sono riconosciute in tutta Italia e probabilmente anche all’estero. Ed è per questo motivo che Gubbio mi ha dato la possibilità di non programmare assolutamente nulla. Non avevo una mappa, né una lista di “cose da vedere”. Ho semplicemente vagato. A caso. Mi sono perso, come sempre. L’Italia ha questa sua peculiarità che all’estero non ho mai trovato, in nessun paese: ogni fottuto masso di pietra, anche se è solo una pietra, ha il suo fascino

Amo alla follia le strade diroccate, le antiche case che a stento stanno in piedi, le fiat 500 parcheggiate nelle vie da 2 metri e mezzo di larghezza. Fanno così Italia. Ecco, a Gubbio ho ritrovato queste sensazioni. 

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PALAZZO PRETORIO E FUNIVIA PER LA BASILICA DI SANT’UBALDO

Aldilà di questo, comunque, c’è inevitabilmente da salire nel piazzale di Palazzo Pretorio, da cui s’ammira una distesa di tetti rossastri in dislivello.  

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In secondo luogo, per una vista ancora più d’impatto, consiglio di prendere la Funivia per la Basilica di Sant’Ubaldo, che si trova in Via San Gerolamo. Altrimenti, come ho fatto io, prendete l’auto e raggiungete il punto panoramico autonomamente. 

AD ASSISI

La prima cosa che ho fatto appena ho messo piede ad Assisi è stata quello di cercare Le delizie di Sabasio. In Umbria hanno un piatto tipico locale che prende nomi differenti a seconda della località, ma in soldoni si tratta di una piada spessa ed alta, croccante imbottita di salumi e formaggi, non necessariamente prosciutto crudo e cotto. Tutt’altro. Io poi riempio ogni pane di porchetta, ma questa è una mia personale deviazione mentale e di stomaco. Ad ogni modo, ad Assisi questa piada prende il nome di Torta al Testo, e v’assicuro che presso le Delizie di Subasio, quasi vi dimenticherete della Basilica di San Francesco. 

Per la cena, invece, suggerisco di scendere giù in Santa Maria degli Angeli. Di fronte alla Basilica, in via Los Angeles 53A – ancora un forte mistero il nome dato a questa via in un ambiente così religioso e devoto all’Altissimo – troverete l’Osteria dei Ricordi. Questo il loro sito internet: http://www.osteriadeiricordi.com. Vi consiglio di prenotare uno dei tavoli a ridosso delle vetrate, in modo che potrete scorgere la Basilica illuminata. 

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A GUBBIO

A Gubbio consiglio di buttare l’occhio alle Delizie del Tartufo dove il gestore del locale vi farà assaggiare qualunque pietanza. Praticamente ho fatto colazione da campioni con crostini e salse tartufate e aromatizzate. Comprate un pacco dei suoi biscotti, che sono la fine del mondo. Per il pranzo o la cena, io ho mangiato la crescia – che non è altro che la Torta al Testo – presso La Cresceria. Questo, rispetto alle Delizie di Subasio, ad esempio, è più ristorante e meno street food, quindi anche la presentazione è sostanzialmente differente. 

 

I PARCHEGGI

Quanto ai parcheggi di Assisi, ce ne sono veramente a migliaia. Coperti e non, anche se tutti a pagamento, e la maggior parte dispone di scale mobili per salire in cima al colle, dove la città sorge. Come posizione, consiglio il Parcheggio Porta Nuova, che è dove ho lasciato io la macchina. Altrimenti, ho visto molte auto sbraccate sul ciglio della strada. Se non temete che cada giù dal dirupo, anche questa è una soluzione. 

Quanto, invece, a Gubbio, consiglio il parcheggio in Via Cavarello, gratuito e a due passi dal centro storico. Che, ovviamente, non è Roma.

DOVE DORMIRE 

In Umbria, come in Toscana, è inderogabilmente doveroso trovare un alloggio in un agriturismo. No hotel, no motel, no airbnb. Agriturismi. Generalmente è buona soluzione trovarne uno a metà strada fra le mete da voi scelte e, qualora decideste di vedere Assisi, Gubbio e Perugia o Spoleto, io mi sono trovato molto bene all’Agriturismo Le Selvette. Vi lascio di seguito il link del loro sito web: http://www.casaleleselvette.it e anche la pagina su TripAdvisor. Il prezzo è onestissimo e le camere sono in realtà dei mini appartamenti forniti di ogni attrezzo. Tant’è che una sera ho deciso di cenare in stanza. 

 

SKolliakos

Mi chiamo Sebastian Kolliakos, ho 23 anni e studio Giurisprudenza, facendo la spola tra Verona e Trento. Sono sempre alla ricerca di un viaggio, meno degli aerei da prendere, di cui ho la fobia. Parto da solo, in coppia, in gruppo. Non importa. Mi è sufficiente partire. E sono sempre alla ricerca di nuovi compagni di viaggio!

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