INTERRAIL IN SCANDINAVIA: GRENEN, LA PUNTA DELLA DANIMARCA | DAY6

Piove e non piove. Skagen è magica. Prendete una cartina, cercate la Danimarca e segnate il punto esatto più a nord, la punta. Skagen è quella. Puntuale, il treno fa capolinea in stazione alle 10.15, il tempo sembra essersi rasserenato. Dio ci ha guardato. A ben vedere, Skagen è il tipico paese che in Estate triplica il numero di abitanti. Ha un che di Ribe. Vago. Mi incammino, e già l’orizzonte è lontano. Troppo lontano, ma ancora non sapevo che bella, bellissima cosa avrei dovuto fare. Tutta colpa della mia testa smemorata. Ad ogni modo, non volevo né bus né taxi- Sono quattro chilometri, per arrivare a Grenen, la spiaggia. Poi, le case finiscono, v’è solo una lunga strada di cui non si vede la fine, se non la brughiera che, pigra, si stende sulla linea retta dell’orizzonte.

Grenen

PERCORRENDO LA COSTA: I BUNKER ANTI NAZISTI

E cammini, cammini. A metà, s’apre sulla destra un sentiero sterrato nascosto tra l’erba alta e la sabbia a granelloni. Un cartello segnala che lo allunghi un po’ il tragitto, ma che alla fine ci arrivi. Mi dico: “Ma sì“. Prendo quel sentiero, e mi allontano definitivamente dalla strada, il traffico, le roulotte, i tubi di scarico. Percorrendo la costa, noto anche dei bunker della seconda guerra mondiale. Non avevo idea che i tedeschi fossero arrivati sino a qui. Ogni venti metri ci sono blocchi squadrati di pietra intagliati e incavati, con delle postazioni per vedette improvvisate. Non c’è nulla di costruito con una certa logica. Probabilmente i danesi furono colti d’improvviso. E poi, in questo contesto, immaginatevelo, c’è una dimora, solitaria, unica, che s’affaccia al sorgere del sole ogni dì. C’è solo lei. Deve star proprio bene, mi dico. 

Skagen

LA SPIAGGIA: GRENEN

Ci impiego all’incirca un’oretta per raggiungere quella che per davvero è la punta della Danimarca, ovvero Grenen. La spiaggia è bianca, tira un vento che è il sapore adeguato della mattina. Mi levo le scarpe da ginnastica e vado.

Vado. 

Vado dove il Mar Baltico e il Mar del Nord si scontrano, ma non si mescolano mai, a causa della diversa densità dell’acqua, mantenendo due colori diversi, sempre. E’ uno di quei fenomeni naturali che bisogna vedere almeno una volta nella vita. E in tutto questo, l’orizzonte spaccato a metà in due colori non era nemmeno l’attrazione principale. No. Per niente. Ci stava infatti una foca che, con molta nonchalance e, anzi, senza timidezza, si faceva fotografare in mezzo ad una cinquantina di persone assiepate attorno come i cinesi a Roma. Io ero un cinese. Era carinissima, la foca dico.

foca

PREMIO “STUPIDO DELL’ANNO”: AND THE WINNER IS…

Ora, veniamo alla mia stupidità innata. Perdo il bastone per i selfie. Cioè, una volta abbandonata la spiaggia, ho poggiato lo zaino a terra e con esso anche il bastone per i selfie, per mettermi le scarpe da ginnastica. Come ogni fottuta volta devo perdere qualcosa. Mia mamma si incazzerà a morte. In tutto questo, però, capita che me ne sono accorto quando ero già in paese a Skagen. Come vi ricorderete, tra Skagene e Grenen ci stanno 4 chilometri. Siccome ho pensato che in Danimarca sono tutti onesti, corretti, vagamente fidati, ho avuto la folle idea di farmela in corsetta a petto nudo. Lo zaino l’ho mollato ad un commerciante che ha provato sincera pietà per me. Ho corso e ho rischiato l’infarto sei, sette volte. Perché io ci credevo. Ci credevo per davvero. E infatti quando sono arrivato non c’era proprio un cazzo di niente. Già. Me lo avevano fregato. Derubato e coglionato da una corsa che, v’assicuro, m’ha fatto più male che bene. 

SKolliakos

Mi chiamo Sebastian Kolliakos, ho 23 anni e studio Giurisprudenza, facendo la spola tra Verona e Trento. Sono sempre alla ricerca di un viaggio, meno degli aerei da prendere, di cui ho la fobia. Parto da solo, in coppia, in gruppo. Non importa. Mi è sufficiente partire. E sono sempre alla ricerca di nuovi compagni di viaggio!

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