TOUR IN DANIMARCA: SKAGEN | EP.4

Skagen è un luogo magico. Di tutta la Danimarca, probabilmente è una delle terre che più mi è rimasta dentro. Più di Copenaghen. Più di Aalborg. Beh, non che ce ne voglia molto. Più di Ribe e Hasse. Mi manca Hasse, dico veramente. A Skagen ho trovato la pace. Di certo non il bastone per i selfie della gopro, che ho dimenticato sulla spiaggia mentre mi cambiavo le scarpe. Me ne sono accorto dopo tre chilometri, quando già stavo al bar nel centro del paese. Immaginate. Sto fuori forma come un obeso americano che s’ingozza di Big Mac davanti al dottor Nowzaradan, c’ho un cuore che fa un battito si e due no. Corro. Fa caldo e sono a petto nudo. La gente non mi guardava proprio di buon occhio, ‘sto straniero. Anche perché ogni dieci metri ero piegato sulle ginocchia a vomitare l’anima. Fatto sta che dopo una quarantina di minuti ci arrivo alla spiaggia. Ci credevo veramente nel ritrovarlo. Il bastone della gopro, dico. Tre ne ho ritrovati. Dannazione, non era neppure mio.

 

LA PERLA DEL NORD

Ma non è questo il punto. Skagen è il paese più a nord della Danimarca, mentre la punta – o la spiaggia – è Grenen. A Grenen, il Mart Baltico e il Mar del Nord si scontrano ma per la diversa densità non si mescolano, mantenendo due colori diversi. Il fenomeno genera correnti decisamente violente, tanto che è vietata la balneazione. E infatti per fare la foto copertina di questo articolo – secco e magro come sono – stavo per volare via. Ora, avessi un drone avrei scattato una fotografia dall’alto e un bell’inchino, ma siccome gopro ancora non me l’ha regalato, bisogna che v’accontentiate dello sfondo lontano delle foto giù nella gallery. In tutto questo, l’incrocio dei mari non era nemmeno il protagonista principale candidato all’Oscar della giornata. No. C’era una foca che, noncurante della marmaglia che non legge i cartelli “Vietato toccare“, se ne stava a prendere sole e foto. 

SAND CHURCH

Oltre alla punta della Danimarca – che fa un certo suo effetto vedersela con i propri occhi dopo averla osservata non so quante volte sul mappamondo – assai interessante è la Sand Church. Architettonicamente non è magari nulla di che, ma di questa chiesa è rimasta solo la cupola, giacché tutta la struttura è stata sommersa dalla sabbia. Ciò che ne resta della chiesetta è visitabile e se si ha un po’ di fortuna, come tour operator avrete delle rondini che nidificano fra le travi. Non pensavo che in Danimarca ci fosse la sabbia. Ben che meno il più vasto deserto mobile europeo, ovvero il Rabjerg Mile che, per ragioni di tempo e logistiche, non ho avuto modo di visitare. Ma ha decisamente il suo fascino, quindi magari vi lascio qualche foto estrapolata qua e là, giusto per farvi sapere che esiste. Io ad esempio, l’ho scoperto quel pomeriggio a Skagen mentre riprendevo colore nel mio viso anemico dopo l’inutile corsa campestre. 

 

Skagen si raggiunge facilmente con il treno, uno ogni due ore. Partenza da Aalborg, cambio a Frederikshavn con una decina di minuti d’attesa, e trenino per Skagen. Il viaggio dura circa due ore, ma se partite con il treno delle 8:12 ci saranno tre anime vive, se è tanto, a tenervi compagnia. Confermo come in Danimarca il mestiere del controllore sia un affare pressoché sconosciuto. Ad ogni modo, una volta giunti, per raggiungere Greenen si deve percorrere Fyrvej – la via principale lunga circa 4 chilometri -. Ci sono taxi e bus che nel caso siate dei pigri bradipi vi porteranno a due passi dal sito. Ma ve li sconsiglio caldamente. Skagen o Greenen non sono solo lembi di sabbia e due mari che si scontrano, e camminare sul ciglio della strada per poi allungare il giro e passare sul lungocosta ne vale davvero la pena. A metà tragitto circa, troverete un cartello che vi indica la strada. Seguitela. Fa un certo vedere sulla costa, ad esempio, i bunker di epoca nazista costruiti a scopo difensivo. Non sapevo che le Sturmtruppen tedesche fossero arrivate fino a qui. 

 

 

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SKolliakos

Mi chiamo Sebastian Kolliakos, ho 23 anni e studio Giurisprudenza, facendo la spola tra Verona e Trento. Sono sempre alla ricerca di un viaggio, meno degli aerei da prendere, di cui ho la fobia. Parto da solo, in coppia, in gruppo. Non importa. Mi è sufficiente partire. E sono sempre alla ricerca di nuovi compagni di viaggio!

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