INTERRAIL IN SCANDINAVIA: SALIAMO AL KJERAGBOLTEN? |DAY9

Voi prenotate una vacanza in Agosto e nel 90% dei casi, si pensa di trovare caldo torrido, pelle che suda, quaranta gradi. Ecco, questo in Norvegia scordatevelo. Se pensate ad un viaggio in Scandinavia, mettetevi il cuore pace che la pioggia sarà una costante. Armatevi di buona pazienza. Io non ne avevo, ad esempio. 

SALITA AL KJERAGBOLTEN? 

Ieri sera le previsioni non erano granché buone e la giornata di oggi si sarebbe dovuta dedicare alla scalata del Kjeragbolten, un altro fiordo icona di tutta la Norvegia. E’ finita che la prenotazione l’ho gettata nel cestino. Vi giuro che m’è salito un colpo al cuore tipo infarto. Però oggettivamente non c’erano le condizioni. Per salire al Kjeragbolten, infatti, servono 5 ore (e altre 5, ovviamente, per scendere) e il tragitto è ben più complicato rispetto al Preikenstolen. Sinceramente non me la sono sentita di prendermi altro vento, freddo, acqua come ieri. Ieri è stato traumatico e m’ha provato il fisico. Oltretutto, la particolarità del Kjeragbolten è quella di avere una palla di pietra grossa incastrata tra due sporgenze, con la possibilità di salirvi sopra per una foto che non ha davvero eguali. Tutto con questo, però, a patto che ci sia il sole. Con l’acqua e il rischio scivolamento che schizza al mille per cento è francamente del tutto sconsigliato. Ahimé hanno ragione. Mentre scrivo sono ancora congelato. Giuro. 

 

LA STREET ART DI STAVANGER

Stavanger, la città in cui sosto, offre un interessantissimo percorso di street art, un po’ come tutto il Nord Europa. Solo che Stavanger non è Berlino o Parigi. E’ un porto, nulla di più. E nonostante ciò, la concentrazione di murales è assai elevata. Durante il percorso, ho scoperto che l’amministrazione della città ha acconsentito a riqualificare una ex birreria di epoca vittoriana ormai dismessa e abbandonata, in una scuola d’arte. E quindi c’è un meraviglioso contrasto tra l’arte, i colori, i murales, i disegni e i classici casermoni da birrificio pesanti e immobili. In un angolo, hanno realizzato una renna con prodotti metallici di scarto, come cofani, serbatoi, tubi e così via. Tipo le borse della Freitag. 

 

TROPPO CARA. LA NORVEGIA E’ TROPPO CARA

Dopo una mattinata abbastanza onesta, scatta l’ora del diluvio. Mi rifugio in un Burger King, dal momento che era ora di pranzo, nella speranza non pagare troppo. Insomma, i prezzi, trattandosi di una catena internazionale, saranno standardizzati. Va a finire che pago 26 euro per due menù. Capite? Bisogna essere ricchi in Norvegia. Altrimenti si fa la fame. Come me. Al che, essendoci il distributore delle bibite a parte, cioè posto in tutt’altra zona rispetto al banco per l’ordinazione, ho ben pensato che ci fosse il full refill, come ad esempio allo Steak ‘n Shake. E invece no, cari. No. Anzi, sono stato pure ben ripreso. 

 

 

 

 

 

SKolliakos

Mi chiamo Sebastian Kolliakos, ho 23 anni e studio Giurisprudenza, facendo la spola tra Verona e Trento. Sono sempre alla ricerca di un viaggio, meno degli aerei da prendere, di cui ho la fobia. Parto da solo, in coppia, in gruppo. Non importa. Mi è sufficiente partire. E sono sempre alla ricerca di nuovi compagni di viaggio!

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